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Le amiche della sposa - Scheda del film

 

 

in collaborazione con:

 

CINEMA SOCIALE  S.O.M.S. Società Operaia di Mutuo Soccorso Omegna

PIEMONTE AL CINEMA – IL CINEMA DIFFUSO
Promosso da Regione Piemonte, AIACE, AGIS

 

Giovedì 11 ottobre 2012 – Scheda n. 1 (867)

 

 

 

 

 

 

 

Le amiche della sposa

 

 

Titolo originale: Bridesmaids

Regia: Paul Feig

Sceneggiatura: Kristen Wiig, Annie Mumolo. Fotografia: Robert D. Yeoman.

Montaggio: William Kerr, Michael L. Sale. Musica: Michael Andrews.

Interpreti: Kristen Wiig (Annie), Maya Rudolph (Lillian),

Rose Byrne (Helen), Chris O’Dowd (agente Nathan Rhodes),

Melissa McCarthy (Megan), Wendi McLendon-Covey (Rita),

Ellie Kemper (Becca), Jill Clayburgh (madre di Annie), Jon Hamm (Ted).

Produzione: Judd Apatow. Distribuzione: Universal.

Durata: 125’. Origine: Usa, 2011.

 

 

Paul Feig

 

Nato nel 1962 a Royal Oak, Michigan, Usa, Paul Feig ha cominciato come attore in serie televisive, poi è passato alla regia con Life Sold Separately (1997), da lui scritto e interpretato. Seguono la serie televisiva Freaks and Geeks, il drammatico I Am David (2003), il mediometraggio Early Bird (2005), poi lavori per serie tv, quindi Mi sono perso il Natale (2006). Nel 2011 finisce la gavetta televisiva, incontra il produttore e regista Judd Apatow, una delle figure più importanti nel settore della attuale commedia americana, e dirige questo Le amiche della sposa, che ottiene un grande successo al botteghino grazie al miscuglio di classica commedia matrimoniale e tocchi scatologici tipici di Apatow. Nel film appare Jill Clayburgh, al suo ultimo film prima della prematura scomparsa, nella parte della mamma della protagonista.

 

La critica

 

La commedia americana non sarà più quella di una volta, dei tempi di Billy Wilder o George Cukor, d’accordo; ogni tanto, però, mette a segno un colpo da maestro. Soprattutto se a produrla è Judd Apatow, campione della commedia ‘politicamente scorretta’ nonché scopritore infallibile di nuovi talenti comici. Avete presente il record d’incassi Una notte da leoni? Bene, lo ha fatto Todd Phillips, che è il concorrente diretto di Apatow nel genere. Ora Judd si prende la rivincita, e con gli interessi, producendo un film (la regia è affidata a Paul Feig) dalla storia simile, ma parafrasata al femminile; e con risultati ancora più divertenti. Lo schema delle Amiche della sposa (oltre 160 milioni di dollari incassati in Usa) è quello del chick-flick, il film ‘per pollastrelle’; ma con una dose d’irriverenza – gag scatologiche, battute sul sesso, calcolato cattivo gusto – e con un indotto comico che sfiorano la genialità. Annie (Christen Wiig, stella dello show “Saturday Night Live” e co-sceneggiatrice del film assieme ad Annie Mumolo) è una ragazza più vicina ai quaranta che ai trenta: sogna il principe azzurro ma incontra solo bastardi, che la usano come oggetto sessuale e si danno alla macchia. Quando la sua migliore amica, Lillian, le chiede di organizzarle il matrimonio (il suo moroso ha finalmente detto ‘sì’), lei s’impegna come in un riscatto simbolico di tutte le proprie frustrazioni. Ma ecco entrare in scena altre amiche di Lillian, sposate, ricche, perfettine. Una di loro, una specie di Barbie di nome Helen, le contende il ruolo di prima damigella d’onore e di ‘migliore amica’ della sposa. Tutto qui. Sull’esile trama, però, s’innesta una quantità di situazioni esilaranti che basterebbe per quattro film: scene concepite un po’ come sketch, una più buffa dell’altra, alcune da toglierti il fiato per le risate. Già la prima, che mostra il kamasutra di Annie con un belloccio narcisista, è molto comica; ma sono da sbellicarsi la scena in cui la protagonista, fatta di whisky e ansiolitici, perde i freni inibitori a bordo di un aereo; la scena (con vomito e cacca) nel superlussuoso negozio di abiti da sposa; quella, impagabile, dove Annie infrange tutti gli articoli del codice stradale per attrarre l’attenzione di uno sceriffo, che vuole lanciare sulle tracce della sposina scomparsa. Ci perdonino i fan di Sex and the City, ma queste amiche sono un’altra cosa, più credibili e molto più divertenti di Carrie & Co. Perfette nelle parti le sei attrici, con una nota di lode per quella che fa Rita, ragazzona extra-large metà rude metà sentimentale; un po’ nello stile di Alan, l’amico pazzoide di Una notte da leoni. Si chiama Wendy McLendon-Covey (viene dalla serie televisiva Le regole dell’amore) e bisogna vederla quando, circondata da una muta di cuccioli di cane, che la bionda Helen distribuiva come ricordini a una festa, propone ad Annie di diventare, lei, la sua nuova ‘best friend’. L’acutezza comica con cui il film esplora l’eterno tema della ‘migliore amica’, gioia e tormento di tutte le ragazze, non poteva venire che da sceneggiatrici di sesso femminile. A un certo punto, mille insidie congiurano contro il matrimonio, che potrebbe risolversi in una catastrofe. Naturalmente, come il genere impone (vedi Il matrimonio del mio migliore amico), tutto rientrerà nell’ordine; ma non prima che il film si sia fatto beffe di molti luoghi comuni buonisti, seminando unghiate al curaro su certi riti sociali di donne visti ‘dal di dentro’. Dove si scopre, ad esempio, che le amiche in apparenza più perfette sono mogli trascurate e madri disprezzate da orridi rampolli adolescenti.

Roberto Nepoti, La Repubblica, 17 agosto 2011

 

 

Non è la priorità matrimoniale, che disciplina da sempre le commedie sentimentali, a muovere Le amiche della sposa, quanto l’ansia da prestazione della protagonista, una damigella d’onore impegnata in una performance scatenata, a cui dà volto e corpo (comico) Kristen Wiig. È lei, insieme all’interpretazione di Rose Byrne e alla produzione di Judd Apatow, il motore di una commedia che corregge lo spirito romance a colpi di demenziale. (...) Quello che conduce la protagonista quarantenne a compiere gesti assurdi e certamente sovradimensionati sembra, più che l’accanimento amicale, la sensazione che la sua vita le sfugga e vada altrove, verso direzioni e chine impreviste, oltre la rassicurante tutela delle norme sentimentali e sociali, evidentemente incarnate dall’agente Rhodes di Chris O’Dowd contro l’anarchia bulimica dell’amante charmant e narciso di Jon Hamm. La coppia romantica di questa commedia non è di fatto la coppia romantica a un passo dal matrimonio e dall’altare ma quella formata da Annie e il poliziotto della stradale che non ha cuore di multarla ma solo di amarla. Eppure accanto al pronunciamento romantico di nobile pedigree, Feig, armato di sei attrici ispirate, ‘balorde’ e sfrenate, infila l’incandescenza del comico, rigettando qualsivoglia negoziazione e imbrattando di escrementi l’abito sacro della sposa, accasciata nel traffico come una meringa sgonfiata. Le sue damigelle, piene di orgoglio e altrettanta meraviglia fecale, ribadiranno la ‘maniera’, esprimendo la loro solidarietà nei bagni di un prestigioso atelier e dentro i loro abiti da cerimonia. La dimensione corporale e scatologica imbocca la via per l’altare incrinando (per sempre) la glassata piacevolezza delle torte nuziali e le patine ideologiche di tante commedie matrimoniali.

Marzia Gandolfi, mymovies.it

 

 

 

 

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